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Nel Medio Evo, lungo gli itinerari percorsi da
mercanti e pellegrini sorgevano monasteri importanti e parallelamente i primi
ospedali. Alcuni di questi antichi impianti, tra cui Gallarate, Angera e Somma
Lombardo, sono all'origine dei complessi che sono sopravvissuti e si sono
trasformati negli ospedali di oggi.
L'Ospedale di Gallarate ha origini molto
antiche;troviamo testimonianze della sua esistenza a partire dal XIII secolo.
Notizie tuttavia più precise sulla vita e sul
funzionamento del nosocomio iniziano a trovarsi nei resoconti delle visite
pastorali compiute nel 1570 da Carlo Borromeo e nel 1622 da Federico Borromeo,
Arcivescovi di Milano.
In esse viene descritto l'edificio, il funzionamento e l'amministrazione; è
importante tuttavia far notare che a quel tempo il compito principale
dell'ospedale era quello di dare ricovero e asilo ai viandanti o ai forestieri
senza praticamente occuparsi della cura degli infermi.
Sul finire del 1700 venne inoltrata dai Deputati
dell'Estimo di Gallarate una richiesta di fondazione e attivazione di un
ospedale propriamente detto; tale supplica, indirizzata all'Imperatore Giuseppe
II d'Austria, non venne però esaudita. Si dovette attendere fino al 1852 per
vedere concretizzato il progetto: il panorama sociale, politico e culturale
dell'epoca rese possibile, nel maggio del medesimo anno, l'inizio dell'attività
clinica. Il nuovo ospedale era ospitato in due stanze di un caseggiato lasciato
in eredità da un benefattore (Giovanni Battista Bonomi) ed era capiente di sei
posti letto. Per circa vent'anni la situazione rimase stazionaria, ma nel 1870
con la costruzione di un magnifico edificio ad opera dell'Architetto Camillo
Boito fu possibile adeguare alle esigenze dei tempi l'attività ospedaliera, con
un considerevole ampliamento dei posti letto e delle condizioni igienico
sanitarie. Nei primi decenni del '900 si ebbe un ulteriore sviluppo: vennero a
costituirsi il reparto di Chirurgia (1911), quello di Ostetricia e Ginecologia
(1923), il Tubercolosario (1925), il nuovo padiglione di Medicina (1928) e il
padiglione per la Medicina Specialistica (1931).
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Nell'immediato dopoguerra si gettarono le basi per la
creazione di un complesso ospedaliero all'avanguardia con l'istituzione di
primariati nelle varie specialità mediche e chirurgiche, con la costruzione di
nuovi padiglioni ampi e dotati di moderne attrezzature che consentivano un
aumento considerevole dei posti letto; infine con la dotazione di
apparecchiature scientifiche di primo ordine. Gli attuali centri di ricerca e
di cura, punti di eccellenza e di riferimento a livello nazionale, sono stati
realizzati grazie alla generosità dei gallaratesi, all'impegno sociale degli
amministratori, alla preparazione clinica dei medici, all'opera di abnegazione
del personale ed al sostegno delle associazioni di volontariato.
Un'ampia revisione storiografica è stata condotta,
per volere del Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera S. Antonio Abate di
Gallarate, Dott. Giovanni Rania, in collaborazione con il Prof. Giuseppe
Armocida e con il Dott. Paolo Zampetti dell'Università dell'Insubria di Verese.
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